INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01431 presentata da VOLONTE' LUCA (UNIONE DI CENTRO) in data 20110201

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01431 presentata da LUCA VOLONTE' martedi' 1 febbraio 2011, seduta n.427 VOLONTÈ, GALLETTI, COMPAGNON, CICCANTI, NARO, BINETTI, CAPITANIO SANTOLINI, RAO, LIBÈ, OCCHIUTO e DELFINO. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: secondo i dati Istat diffusi la scorsa settimana, i nati nel 2010 sono stati 557.000, 12.200 in meno rispetto al 2009. Per rilevare un numero di nascite inferiore a quello del 2010 occorre tornare al 2005, anno in cui se ne rilevarono 554.000; anche la fecondita' delle donne e' in calo (1,4 figli per donna) e sembra essersi conclusa la fase di recupero cui si era assistito per ampia parte dello scorso decennio. In questo contesto diventa sempre piu' importante il contributo alla natalita' delle straniere: l'Istat stima che nel 2010 oltre 104.000 nascite (18,8 per cento del totale) siano attribuibili a madri non italiane (erano 35.000 nel 2000 e 103.000 nel 2009), di cui il 4,8 per cento con partner italiano e il restante 14 per cento con partner straniero; il dato italiano stride con quello rilevato in Francia, dove, nel 2010, i nati sono stati 828.000, dato che supera quello del 1973, anno in cui lo shock petrolifero mise fine al periodo del baby-boom; con 2,01 figli per donna, dunque, i francesi consolidano il loro primato tra i grandi Paesi europei e sfatano un altro mito secondo cui meno le donne lavorano piu' alto e' il tasso di natalita', visto che in Francia il tasso di attivita' femminile e' superiore all'80 per cento; l'aumento delle nascite in Francia e l'abbinamento tra tasso di natalita' e tasso di attivita' non sono altro che gli effetti di una politica pubblica che investe massicciamente nelle politiche familiari; gli interventi a sostegno della famiglia in Francia - dai nidi alle detrazioni fiscali fino agli aiuti per gli alloggi - oscillano, a seconda delle voci che vengono considerate, tra gli 80 e i 120 miliardi di euro all'anno; con la legge di stabilita' il Governo italiano ha tagliato il fondo delle politiche familiari, passato da 185,3 milioni di euro nel 2010 a 51,5 milioni di euro nel 2011; il calo delle nascite, unito ai continui progressi della vita media, renderanno, soprattutto, insostenibile la tenuta del nostro sistema previdenziale e l'aumento del prodotto interno lordo, quindi della crescita, non puo' avvenire senza crescita demografica -: se, a fronte dei dati sopra esposti, non ritenga di avviare concretamente e significativamente misure volte a sostenere la natalita' e le politiche familiari, oltre che a favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura.(3-01431)
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20110201-20110202 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01431 presentata da VOLONTE' LUCA (UNIONE DI CENTRO) in data 20110201 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 
BINETTI PAOLA (UNIONE DI CENTRO) 
CAPITANIO SANTOLINI LUISA (UNIONE DI CENTRO) 
CICCANTI AMEDEO (UNIONE DI CENTRO) 
COMPAGNON ANGELO (UNIONE DI CENTRO) 
DELFINO TERESIO (UNIONE DI CENTRO) 
GALLETTI GIAN LUCA (UNIONE DI CENTRO) 
LIBE' MAURO (UNIONE DI CENTRO) 
NARO GIUSEPPE (UNIONE DI CENTRO) 
OCCHIUTO ROBERTO (UNIONE DI CENTRO) 
RAO ROBERTO (UNIONE DI CENTRO) 
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3/01431 
VOLONTE' LUCA (UNIONE DI CENTRO) 

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