INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01415 presentata da NUTI RICCARDO (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 08/04/2015

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01415 presentato da NUTI Riccardo testo presentato Mercoledì 8 aprile 2015 modificato Giovedì 9 aprile 2015, seduta n. 405 NUTI , RUOCCO , VILLAROSA , COZZOLINO , TONINELLI , CECCONI , DADONE , DIENI , D'AMBROSIO e NESCI . — Al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento . — Per sapere – premesso che: in data 19 febbraio 2014, sono apparse sui principali organi di informazione svariati articoli in cui si riportava che Antonio Ragusa, generale dell'Arma dei carabinieri in pensione, e Luigi Bisignani, noto alle cronache in qualità di «faccendiere», già condannato in via definitiva e attualmente coinvolto in alcune note inchieste giudiziarie, inclusa l'inchiesta denominata «P4», venivano portati agli arresti domiciliari, con l'accusa, il primo, di corruzione e turbativa d'asta e, il secondo, di frode fiscale; Antonio Ragusa è stato membro dell'Arma dei carabinieri, ove avanzò rapidamente di carriera, passando dal reparto operativo al nucleo tribunali, sino ad approdare al gruppo Roma primo; tuttavia, nel 1992, durante la terza prova scritta dell'esame di procuratore legale venne scoperto mentre copiava e per questo motivo fu esonerato dall'Arma dei carabinieri; successivamente fu trasferito al Sismi; nel 2005 la sua nomina alla direzione nazionale antidroga fu respinta e l'anno seguente venne assunto, durante il Governo presieduto da Silvio Berlusconi, a capo del dipartimento «risorse strumentali» presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, nonostante fosse già in pensione, in deroga alla prassi seguita fino ad allora, per cui tale incarico veniva ricoperto da un dipendente di ruolo; la posizione ricoperta da Antonio Ragusa, dunque, gli consentiva di gestire, per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri, somme di denaro molto significative; il signor Ragusa fu confermato in quella posizione fino al 2012, quando l'allora Presidente del Consiglio dei ministri Mario Monti decise di non procedere al rinnovo di numerosi incarichi conferiti nel corso degli anni precedenti a persone già in pensione; dal 2006 al 2012 la Presidenza del Consiglio dei ministri ha proceduto a conferire svariati appalti, anche tramite procedure apparentemente non chiare e senza l'opportuna evidenza pubblica, mentre Antonio Ragusa riceveva uno stipendio complessivo lordo ben oltre 200 mila euro annui; tra questi appalti figura anche quello relativo alla gestione dei servizi informatici e di sicurezza della Presidenza del Consiglio dei ministri del 2010, oggetto dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Luigi Bisignani e Antonio Ragusa; secondo quanto affermato dalla procura inquirente, Antonio Ragusa avrebbe mostrato un'assenza di remore nell'alterare il corretto svolgimento della gara d'appalto e nel deviare i poteri connessi alla sua pubblica funzione, al fine di perseguire meri interessi utilitaristici di carattere privato; avrebbe in più occasioni favorito i membri della propria famiglia, incurante dei doveri di imparzialità e correttezza connessi alla sua funzione e della peculiarità dell'ufficio ricoperto; avrebbe tenuto una condotta pericolosa, per il carattere sistematico e non occasionale delle modalità familistiche con le quali era solito esercitare funzioni pubbliche giungendo a operarne una vera e propria mercificazione; infatti, la figlia di Antonio Ragusa, Simona Ragusa, dal gennaio 2008 al dicembre 2012, per 5 anni, è stata consulente del comitato per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita della Presidenza del Consiglio dei ministri, all'interno della stessa struttura ove lavorava il padre; i termini del bando di gara d'appalto oggetto dell'indagine, il cui valore ammonta a circa 9 milioni di euro, sarebbero stati scritti appositamente per consentire alla società Italgo , dell'imprenditore Anselmo Galbusera, di vincere; quest'ultimo avrebbe dovuto poi, in cambio, subappaltato determinati lavori, per un valore di 117 mila euro, alla società del genero di Antonio Ragusa, Marco Napoli; la procura inquirente ipotizza, inoltre, che la concessione di tale appalto alla Italgo sia riconducibile ad un favore fatto in precedenza ad Antonio Ragusa da parte dell'ex direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica , Lorenzo Borgogni, per far assumere il figlio di Ragusa, all'interno di una società del gruppo Finmeccanica ; Luigi Bisignani, pluricondannato ed ad oggi indagato in note inchieste giudiziarie, avrebbe avuto il ruolo di intermediatore per la concessione dell'appalto; recentemente, un servizio televisivo de «Le Iene show», andato in onda giovedì 26 marzo 2015, ha trasmesso la testimonianza di un soggetto che ha descritto sospetti episodi di corruzione all'interno della Presidenza del Consiglio dei ministri avvenuti nel corso degli ultimi anni, molto simili a quello descritto in premessa: in particolare, veniva dipinto un vero e proprio sistema corruttivo che vedeva coinvolti altri funzionari della Presidenza del Consiglio dei ministri e alcune società; agli interroganti, inoltre, risultano irreperibili i bandi degli appalti richiamati in tale servizio televisivo, dei quali non si conosce neppure le modalità di espletamento: in altre parole, agli interroganti risulta che tali appalti, così come altri afferenti la Presidenza del Consiglio dei ministri, siano stati effettuati contrariamente alle disposizioni di legge in materia, in quanto non assegnati tramite regolare bando europeo; secondo gli interroganti, visto quanto esposto sopra, emergerebbe un desolante quadro in cui gli appalti banditi dalla Presidenza del Consiglio dei ministri sono stati puntualmente e costantemente pilotati in favore di pochi–: quali siano stati dal 2006 ad oggi le consulenze e gli appalti assegnati, anche tramite trattativa privata, dal dipartimento risorse strumentali della Presidenza del Consiglio dei ministri, quali siano i principali soggetti beneficiari, e se non si intendano promuovere delle verifiche in merito alle vicende esposte in premessa e riesaminare il quadro complessivo dei dirigenti e dei consulenti, predisponendo, altresì, urgentemente dei meccanismi di attivazione e conferimento degli incarichi affinché sia garantito il corretto operato delle strutture della Presidenza. (3-01415)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 
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CECCONI ANDREA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
COZZOLINO EMANUELE (MOVIMENTO 5 STELLE) 
D'AMBROSIO GIUSEPPE (MOVIMENTO 5 STELLE) 
DADONE FABIANA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
DIENI FEDERICA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
NESCI DALILA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
RUOCCO CARLA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
TONINELLI DANILO (MOVIMENTO 5 STELLE) 
VILLAROSA ALESSIO MATTIA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
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