INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01188 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100720
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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01188 presentata da ANTONIO DI PIETRO martedi' 20 luglio 2010, seduta n.355 DI PIETRO, DONADI, EVANGELISTI e BORGHESI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Roma, dottor Giovanni De Donato, su richiesta del pubblico ministero Rodolfo Sabelli, ha emesso in data 6 luglio 2010 un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino; da detta ordinanza (pubblicata anche sui siti internet dei principali quotidiani) emerge che «il giorno 23 settembre 2009 si svolgeva, presso l'abitazione romana del parlamentare Denis Verdini, una riunione alla quale sono invitati, come emerge dalle intercettazioni telefoniche, Flavio Carboni, Pasquale Lombardi, Arcangelo Martino, il senatore Marcello Dell'Utri, il senatore Giacomo Caliendo, Sottosegretario per la giustizia, i magistrati Antonio Martone ed Arcibaldo Miller. I preparativi di tale incontro sono ricostruiti attraverso conversazioni intrattenute nei giorni 22 e 23 settembre, dalle quali, fra l'altro, emerge che fu Lombardi a curare i contatti con il Sottosegretario Caliendo e con i due magistrati»; l'inchiesta che ha determinato l'arresto di alcuni tra i presenti alla citata riunione (Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi) rappresenta uno stralcio dell'inchiesta principale sull'eolico, gia' in corso da due anni, in cui sono coinvolti anche l'onorevole Denis Verdini e l'attuale presidente della regione Sardegna, Cappellacci. Nell'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal giudice per le indagini preliminari Giovanni De Donato, sono contestati i reati di associazione per delinquere semplice e violazione dell'articolo 2 della legge 25 gennaio 1982, n. 17 (cosiddetta legge Anselmi), che riguarda le associazioni segrete. L'accusa, in sostanza, e' quella di avere costituito una vera e propria associazione segreta, finalizzata ad influenzare decisioni politiche, appalti, processi e a pilotare le nomine di cariche istituzionali di rilievo. In tale contesto, Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi avrebbero tentato, nella primavera del 2009, di avvicinare i giudici della Corte costituzionale per influire sull'esito del giudizio relativo al cosiddetto lodo Alfano, con cui si e' introdotta la sospensione del processo penale per le alte cariche dello Stato; nell'ordinanza si da' conto di un interessamento del Sottosegretario Caliendo in merito alla decisione della Corte costituzionale sulla legittimita' costituzionale della legge n. 124 del 2008, cosidetto lodo Alfano (pagina 6); in merito all'attivita' di interferenza nei confronti di componenti del Consiglio superiore della magistratura (pagine 27 e seguenti); in merito al giudizio sull'esclusione della lista «Per la Lombardia» dalle elezioni regionali in Lombardia (pagine 32 e seguenti) ed in merito al possibile invio degli ispettori ministeriali presso la corte di appello di Milano (pagine 35 e seguenti); le conclusioni alle quali l'ordinanza custodiale addiviene appaiono, in definitiva, piuttosto gravi ed inquietanti. «Si e' in presenza di un grave quadro indiziario in ordine a una societas sceleris che, oltre ad avere un chiaro programma criminoso per delitti riguardanti autorizzazioni e concessioni amministrative inerenti all'attivita' di impresa economica, si occupa in modo ramificato e reiterato anche nel cercare di inquinare le condotte di rilevanti istituzioni pubbliche, anche di livello costituzionale, per finalita' di acquisizione di potere e di benefici economici, tramite il coinvolgimento illecito (o il concreto tentativo in tal senso) di persone ricoprenti funzioni pubbliche anche di livello costituzionale (dal parlamentare Denis Verdini - coordinatore del partito politico di maggioranza relativa - al senatore Marcello Dell'Utri, dal parlamentare onorevole Cosentino, al presidente della regione Sardegna Cappellacci, al presidente della regione Lombardia Formigoni, dal presidente della Corte di cassazione Carbone ad altri magistrati con delicati incarichi giudiziari o amministrativi presso il Ministero della giustizia, dal parlamentare senatore Giacomo Caliendo, Sottosegretario per la giustizia dell'attuale Governo, ad alcuni membri del Consiglio superiore della magistratura, sino ad un ex presidente della Corte costituzionale)»; prosegue l'ordinanza: «Un quadro di tale tipo non puo' non provocare un forte e giustificato allarme sociale e istituzionale, in quanto il concreto pericolo della prosecuzione dell'attivita' delittuosa della societas sceleris in contestazione rischia di condizionare gli equilibri istituzionali e l'affidabilita' sociale e istituzionale di istituzioni pubbliche, anche di livello costituzionale, fra cui d'importanti uffici giudiziari e cio' a prescindere dal fatto, sufficientemente documentato dagli atti del procedimento, che solo in alcuni casi la societas sceleris in oggetto sembra essere riuscita ad alterare le condotte istituzionali, mentre spesso, fortunatamente, le istituzioni pubbliche sottoposte a tali tentativi di condizionamento illecito hanno dimostrato di restare impenetrabili ai detti concreti tentativi»; il Sottosegretario per la giustizia, senatore Caliendo, e' peraltro il delegato del Governo in riferimento all'esame parlamentare del disegno di legge restrittivo in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali. Strumento la cui imprescindibilita', ad avviso degli interroganti, quale mezzo di ricerca della prova, e' evidentemente confermata anche dall'inchiesta giudiziaria di cui in premessa; il comportamento assunto dal Sottosegretario per la giustizia senatore Caliendo, in occasione dei fatti di cui all'indagine in corso - per come esso e' desumibile dalle intercettazioni telefoniche trascritte nell'ordinanza custodiale di cui in premessa - non appare consono al sereno e corretto esercizio di tale delicatissima funzione, anche per il solo fatto di aver incautamente esposto se stesso, la sua carica ed il Ministero della giustizia al rischio di imprudenti intromissioni nell'attivita' di organismi costituzionalmente autonomi; a prescindere dall'eventuale responsabilita' penale del Sottosegretario di Stato Caliendo, da accertare nelle sedi opportune, la sua posizione, ad avviso degli interroganti, indebolisce la forza delle istituzioni, in particolare a fronte di indagini per cosi' gravi delitti e a ridosso di altre che hanno gia' investito la compagine governativa -: quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di salvaguardare il Paese e le sue istituzioni nel loro prestigio e nella loro dignita'. (3-01188)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01188 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100720
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20100720-20100721
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01188 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100720
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE
BORGHESI ANTONIO (ITALIA DEI VALORI)
DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI)
EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI)
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2014-05-14T23:38:05Z
3/01188
DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI)
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MINISTRO GIUSTIZIA
20100721