INTERPELLANZA URGENTE 2/01463 presentata da SCILIPOTI DOMENICO (POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE)) in data 20120426
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Atto Camera Interpellanza urgente 2-01463 presentata da DOMENICO SCILIPOTI giovedi' 26 aprile 2012, seduta n.626 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che: il decreto legislativo n. 141 del 2010 recante «Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonche' modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993), in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attivita' finanziaria e dei mediatori creditizi» dovrebbe portare, a breve, ad una riforma dell'intermediazione finanziaria che si spera incida positivamente su alcune lacune e criticita' emerse, nel tempo su tale materia; lo stesso decreto legislativo, pero' ha gia' perfettamente delineato uno scenario, che investira' tutti gli operatori della mediazione creditizia e che gli interpellanti giudicano profondamente critico; tale categoria, in genere, e' formata da imprenditori organizzati in piccole societa' (societa' in accomandita semplice, societa' a responsabilita' limitata, societa' in nome collettivo, societa' cooperative) che, con professionalita', partecipano attivamente alla realta' delle piccole e medio imprese che, come e' noto, rappresentano il motore produttivo nel nostro Paese; tale disposizione infatti, impone 120.000 euro di capitale sociale interamente versato, costituzione di un consiglio di amministrazione, la stipula di un'onerosa assicurazione, nonche' la presenza di un collegio di revisori dei conti che portera' la gestione amministrativa di tali societa', a costi talmente elevati che non potranno essere assolutamente da queste sostenuti dalle piccole societa' che operano nel campo; conseguentemente si rischia la chiusura di migliaia di piccole societa'; inoltre saranno colpiti anche centinaia di migliaia di operatori, non costituiti in societa', e saranno travolti da tali effetti, i dipendenti ed i collaboratori di tutti questi soggetti giuridici; si rischia cosi' di assistere a quello che, qualcuno ha gia' definito come il piu' grande «licenziamento collettivo» della storia d'Italia che colpira', secondo stime prudenziali, circa 250.000 operatori del settore, escludendo i dipendenti che ciascuna societa' dovra' necessariamente licenziare; il provvedimento, in questione, portera', fin dal prossimo mese di giugno, ad un serio problema occupazionale, in un momento in cui la crisi del mercato del lavoro e la disoccupazione sono al centro della preoccupazione di tutti; in tale contesto, non si e' certamente tenuto conto che le piccole societa' in argomento hanno impegnato risorse finanziarie, acceso debiti finalizzati all'investimento nell'azienda stessa e/o per fronteggiare la corrente crisi e non si e' neanche tenuto conto di come tali societa', potranno onorare i debiti assunti a seguito della chiusura conseguente all'attuazione della normativa citata; sebbene nello spirito degli accordi di Basilea I II e III, vi fosse anche l'obbiettivo di una maggiore concorrenza, gli effetti del decreto legislativo n. 141 del 2010, eliminando «di fatto» l'intermediazione creditizia delle piccole imprese, saranno l'egemonia delle banche e dei grandi intermediari finanziari; in tal modo si viola il principio della concorrenza, oggi messo in atto dal mediatore, e la «libera scelta» del cliente che attualmente, per la soluzione delle sue esigenze, puo' rivolgersi a piu' figure professionali; tutto cio' premesso non si comprendono i motivi che hanno portato a comprendere molti settori con la recente liberalizzazione mentre per l'intermediazione creditizia si e' intrapresa la strada opposta ovvero, si e' aperta la strada del «plurimonopolio» costituito da banche e pochi altri mediatori intermediari di grandi dimensioni, magari partecipati dalle banche stesse, come peraltro gia' accade attualmente -: come si intenda affrontare la grave problematica in oggetto che rischia di portare al fallimento, con i relativi problemi occupazionali, le numerose piccole societa' che operano nel settore; se non si ritenga opportuno assumere iniziative dirette a rivisitare la normativa in oggetto consentendo anche ai piccoli imprenditori di potere continuare ad operare in questo campo; se e come, qualora non fossero attuati miglioramenti nelle norme previste dal decreto in oggetto, si intenda intervenire per far si' che tali societa' possano risolvere le situazioni debitorie in capo alle societa' stesse, situazioni debitorie che non sarebbero in grado di onorare per le ragioni sopra esposte; se si intenda, in ogni caso, assumere iniziative urgenti di sostegno, anche finanziario, affinche' tali societa' possano riconvertirsi, evitando cosi', il disastroso scenario fin qui descritto. (2-01463) «Scilipoti, Moffa».
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INTERPELLANZA URGENTE 2/01463 presentata da SCILIPOTI DOMENICO (POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE)) in data 20120426
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INTERPELLANZA URGENTE 2/01463 presentata da SCILIPOTI DOMENICO (POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE)) in data 20120426
INTERPELLANZA
MOFFA SILVANO (POPOLO E TERRITORIO (NOI SUD-LIBERTA' ED AUTONOMIA, POPOLARI D'ITALIA DOMANI-PID, MOVIMENTO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE-MRN, AZIONE POPOLARE, ALLEANZA DI CENTRO-ADC, LA DISCUSSIONE))
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SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE
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