INTERPELLANZA URGENTE 2/00993 presentata da VENTURA MICHELE (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110308

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Atto Camera Interpellanza urgente 2-00993 presentata da MICHELE VENTURA martedi' 8 marzo 2011, seduta n.445 I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: l'intera regione Marche e parte della regione Abruzzo sono state colpite nei giorni scorsi da forti calamita' naturali; dopo la fase dell'emergenza occorre pensare alla ricostruzione; l'eccezionale precipitazione piovosa ha colpito le cinque province marchigiane Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e la provincia di Teramo; secondo i dati della protezione civile, 52 sono le zone allagate, 113 le persone allontanate dalle abitazioni, 43 le localita' senza elettricita', 70 le strade interrotte; le conseguenze piu' pesanti si sono avute nella provincia di Fermo dove, come e' noto, l'esondazione del fiume Ete ha provocato vittime; i danni piu' pesanti sono cosi' riassumibili: a) allagamenti di aziende artigiane e industriali con conseguente interruzione dell'attivita' e pregiudizio della ripresa generalizzata nelle aree prossime ai fiumi Ete, Chienti, Tenna e Tronto. Ma anche in altre zone e province delle Marche; b) ancora piu' vasta l'area compromessa per le colture agricole, con particolare riferimento al comparto fioro-vivaistico molto presente nella zona; c) su tutta la costa da Pesaro a Teramo forti danni alle strutture turistiche balneari e drammatica erosione delle spiagge in grado di compromettere la prossima stagione; d) danni consistenti alle infrastrutture viarie dovute a smottamenti e frane su tutto il territorio regionale con strade ancora chiuse al traffico; e) compromissione delle regimentazioni e degli argini fluviali in tutto il territorio regionale; la regione Marche sentiti i comuni e le province ha approntato una prima stima dei danni consistenti in 480 milioni per danni a privati ed infrastrutture pubbliche, mentre non e' ancora quantificata la stima per i danni alle colture agricole; la situazione richiede la deliberazione dello stato di emergenza e le conseguenti ordinanze per lo stato di calamita' naturale; azioni vanno assunte per il riconoscimento dei danni alle aziende colpite di ogni settore fornendo gli strumenti per la ripresa produttiva con moratoria immediata sugli adempimenti fiscali e contributivi e sugli impegni bancari delle aziende; vanno stanziate risorse per il ripristino della rete viaria, per la sistemazione del dissesto idro-geologico che si e' prodotto e per il ripristino delle aree di costa sia per le infrastrutture che per il ripascimento delle spiagge; con la recente conversione in legge, del decreto-legge n. 225 del 29 dicembre 2010 riferito a «proroga termini» si e' intervenuto (articolo 2, commi da 2-quater a 2-octies) con significative modifiche alla legge 24 febbraio 1992 n. 225 istitutiva del servizio nazionale della protezione civile; in particolare con l'aggiunta del comma 5-quater e 5-quinques all'articolo 5, della citata legge 225, sembra condizionarsi la possibilita' per le regioni, di accedere al Fondo per la protezione civile, all'assunzione di aumenti delle proprie imposizioni tributarie e/o all'elevazione delle imposte regionali sulla sanzione; anche nel caso di accesso al fondo di riserva per le spese impreviste sembra intendersi che vada prevista una reintegrazione del fondo mediante l'aumento di accise sui carburanti; l'interpretazione delle norme richiamate non e' chiara, non essendo mai stata attuata la recente procedura e non sembra nel caso specifico dell'alluvione delle Marche essere attuabile richiedendo decreti attuativi per la sua applicazione non ancora emessi; in ogni caso andrebbero emanate «linee guida» non ancora predisposte; la circostanza consiglierebbe di agire sulla base delle norme preesistenti -: quali iniziative abbia assunto o intenda assumere il Governo per la calamita' naturale occorsa nella regione Marche; quante risorse siano state destinate o quante ne intenda destinare, con quali strumenti e per quali finalita' fra le cinque indicate in premessa; quale sia la corretta interpretazione delle norme introdotte con la legge n. 10 del 26 febbraio 2011 (cosiddetta «proroga termini») che modificano la legge n. 225 del 1992 istitutiva del servizio nazionale di protezione civile e se le stesse siano applicabili all'emergenza Marche senza che siano stati emessi i decreti attuativi e comunque le linee guida per la nuova procedura. (2-00993) «Ventura, Vannucci, Agostini, Merloni, Giovanelli, Cavallaro, Pistelli, De Torre, Ginoble».
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INTERPELLANZA 
AGOSTINI LUCIANO (PARTITO DEMOCRATICO) 
CAVALLARO MARIO (PARTITO DEMOCRATICO) 
DE TORRE MARIA LETIZIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
GINOBLE TOMMASO (PARTITO DEMOCRATICO) 
GIOVANELLI ORIANO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MERLONI MARIA PAOLA (PARTITO DEMOCRATICO) 
PISTELLI LAPO (PARTITO DEMOCRATICO) 
VANNUCCI MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) 
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SOTTOSEGRETARIO DI STATO INFRASTRUTTURE E TRASPORTI 
20110324 

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