MOZIONE 1/00159 presentata da DI GIUSEPPE ANITA (ITALIA DEI VALORI) in data 20090428

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Atto Camera Mozione 1-00159 presentata da ANITA DI GIUSEPPE testo di martedi' 28 aprile 2009, seduta n.167 La Camera, premesso che: l'articolo 33 della Costituzione italiana stabilisce che: «L'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi». Specificando, in particolare, al terzo comma, che: «Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato». Inoltre, al quarto comma si aggiunge che: «La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parita', deve assicurare ad esse piena liberta' e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.»; l'articolo 34 della Costituzione specifica al primo comma che: «La scuola e' aperta a tutti». Ed al terzo comma che: «I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi piu' alti degli studi». Di conseguenza, all'ultimo comma, sempre dell'articolo 34, la Costituzione italiana stabilisce che: «La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso»; i principi costituzionali, dunque, mirano alla creazione di un sistema educativo inteso come strumento principale di equita' e giustizia sociale, di promozione e di sviluppo individuale e collettivo. Il sistema scolastico e formativo e' inteso dal Costituente come strumento e manifestazione della volonta' di riconoscere nella nostra Repubblica pari opportunita' a tutti i cittadini, distinguendoli in base al merito. Tale impostazione e' in perfetta armonia con il primo comma dell'articolo 1 dei principi fondamentali della nostra Costituzione: «L'Italia e' una Repubblica democratica, fondata sul lavoro»; in questi mesi la nostra Costituzione e' stato oggetto e continua ad esserlo di forzature interpretative, che inevitabilmente ne stanno mettendo in discussione il ruolo di riferimento politico, istituzionale e sociale: questo ruolo va, invece, difeso e ribadito, anche nell'ottica di una volonta' riformatrice per la quale esistono forme e tempi che devono essere rispettati; nel nostro Paese esiste, non solo concettualmente, un'effettiva liberta' di educazione. Lo Stato, in quanto espressione della comunita' nazionale, della nostra collettivita', unico possibile rappresentante del vincolo sociale che unisce i cittadini italiani, ne e' garante, esecutore ed organizzatore, tendendo, secondo lo spirito costituzionale, ad elevare i propri livelli di inclusivita' anche a tutti coloro che vivono nel nostro Paese senza possedere lo status di cittadino; la scuola, la formazione, come l'assistenza sanitaria, sono garantite e rivolte dallo Stato italiano non solo nei confronti del cittadino, ma direttamente nei confronti dell'essere umano. Solo lo Stato, in quanto espressione dell'intera comunita' nazionale, puo' farsi relatore ed esecutore di tale esigenza; tale impostazione si sviluppa nella massima liberta' possibile di formazione e di educazione, che non puo' che essere concepita in senso generale ed universale, evitando di cadere in particolarismi e settorializzazioni, che metterebbero in discussione la coesione e l'integrazione sociale; in una societa' frammentata e plurale come quella attuale, caratterizzata nel nostro Paese da una crescente immigrazione di popolazioni con diverse culture, e' fondamentale mantenere e sviluppare riferimenti costanti di integrazione ed armonizzazione. La scuola intesa come sistema formativo, omogeneo, universale e' sicuramente uno strumento fondamentale di integrazione e di sviluppo; all'interno di tale sistema e' possibile ed auspicabile, certamente utile, riconoscere la massima liberta' possibile all'iniziativa privata, che puo', come avviene nel nostro Paese, essere incentivata e sostenuta, nell'ottica del perseguimento di un sistema formativo sempre piu' efficiente; gli elementi unificanti su cui investire nel prossimo futuro per vincere le sfide di civilta' e di modernita' che la nostra democrazia e' chiamata ad affrontare sono: la scuola (per una formazione coerente ed omogenea, estesa e riconosciuta a tutti); la legge (uguale per tutti); la sanita' (come assistenza e aiuto a chi ne ha bisogno); attualmente in Italia le scuole non statali ricevono denaro pubblico sotto forma di sussidi diretti, per la gestione di scuole dell'infanzia e primarie (ex parificate), finanziamenti di progetti finalizzati all'elevazione di qualita' ed efficacia delle offerte formative di scuole medie e superiori, contributi alle famiglie denominati «buoni scuola» e disponibili solo per la scuola dell'obbligo. Questi sono stati introdotti dal Governo Berlusconi e non piu' erogati dal Governo Prodi; per quanto concerne i sussidi diretti, il decreto ministeriale n. 261 del 1998 ed il decreto ministeriale n. 279 del 1999 (Ministro della pubblica istruzione Luigi Berlinguer) ed il testo unico, «Concessione di contributi alle scuole secondarie legalmente riconosciute e pareggiate», costituiscono il presupposto per la successiva sistematica e regolare concessione di finanziamenti alle scuole private; il Governo D'Alema II, con la legge n. 62 del 2000, sancisce l'entrata a pieno titolo nel sistema di istruzione nazionale delle scuole private, che pertanto devono essere trattate «alla pari», anche sul piano economico. La legge prevede anche: l'applicazione alle scuole paritarie del trattamento fiscale riservato agli enti senza fini di lucro; l'istituzione di fatto dei buoni scuola statali (stanziamento di 300 miliardi di lire a decorrere dal 2001); l'aumento di 60 miliardi di lire dello stanziamento per i contributi per il mantenimento di scuole elementari parificate; l'aumento di 280 miliardi di lire dello stanziamento per le spese di partecipazione alla realizzazione del sistema prescolastico integrato; lo stanziamento di un fondo di 7 miliardi di lire per favorire l'inserimento dei disabili nelle scuole private e la costruzione delle strutture necessarie; il Governo Berlusconi (Ministro Letizia Moratti), con il decreto ministeriale n. 27 del 2005, abbassa la soglia di alunni per classe (da 10 a 8) per l'accesso ai contributi, innalza i livelli massimi dei contributi (12.000 euro per una scuola media inferiore, 18.000 per una scuola media superiore), raddoppia i finanziamenti per i progetti formativi (da circa 6 milioni di euro ad oltre 13 milioni); nel 2005 l'ammontare dei contributi alle scuole non statali e' di circa 500 milioni di euro; i buoni scuola vengono istituiti nel 2000 dal Governo di centrosinistra, sempre con la legge n. 62 del 2000 sulla parita' scolastica, con un piano straordinario di finanziamento, attuato poi dal Governo di centrodestra, con la legge n. 289 del 2002, che prevede un tetto di 30 milioni di euro per il triennio 2003-2005; la legge finanziaria per il 2004 del Governo Berlusconi (Ministro Letizia Moratti) aumenta il tetto per il 2005 a 50 milioni di euro, con accesso ai buoni per tutte le famiglie che entrano in graduatoria in base al reddito. La legge sulla parita' non prevede alcuna incompatibilita' dei buoni statali con eventuali buoni regionali, previsti, infatti, da Veneto, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Liguria, Toscana, Sicilia, Piemonte, per cui buoni statali e regionali risultano cumulabili; i «tagli» previsti dalle ultime manovre finanziarie hanno coinvolto anche le scuole private, oltre che ridimensionare in maniera evidente le risorse a disposizione della scuola pubblica, penalizzando nel complesso l'intera offerta formativa del nostro sistema scolastico. Nei giorni scorsi, peraltro, la conferenza Stato-regioni ha dato via libera al decreto interministeriale che stanzia 120 milioni per le scuole paritarie, ripristinando, anche se non integralmente, il finanziamento che era stato loro assegnato; la liberta' di scelta formativa da parte delle famiglie non puo', pero', mettere a rischio la coesione e l'integrazione sociale. Questo obiettivo del nostro sistema formativo deve essere sempre garantito: in una societa' multietnica e multiculturale i livelli di inclusione sociale devono essere comunque prioritariamente garantiti dalla scuola pubblica, impegna il Governo: a promuovere una politica di sostegno del sistema scolastico nazionale, al fine di garantire a tutti una base formativa ed educativa, in modo tale che sia il merito a distinguere il percorso di ogni singolo cittadino, secondo quanto stabilito dai principi fondamentali della nostra Costituzione; a mettere in atto tutti gli investimenti e le risorse economiche necessarie per far si' che il sistema scolastico nazionale sviluppi le sue potenzialita' di aggregazione ed integrazione sociale, culturale, economica e politica, nel rispetto dei medesimi principi costituzionali. (1-00159) (Nuova formulazione) «Di Giuseppe, Donadi, Evangelisti, Borghesi».
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BORGHESI ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) 
DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI) 
EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI) 
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