MOZIONE 1/00064 presentata da EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20081117
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Atto Camera Mozione 1-00064 presentata da FABIO EVANGELISTI testo di lunedi' 17 novembre 2008, seduta n.087 La Camera, premesso che: la crisi finanziaria che abbiamo di fronte ed i suoi effetti, che inevitabilmente nei mesi prossimi si manifesteranno nel nostro Paese con maggiore forza di quanto non sia accaduto finora, impongono l'acquisizione definitiva della consapevolezza che la cosiddetta globalizzazione non e' un'astrazione teorica, ma al contrario ha effetti reali e concrete e le sue dinamiche si ripercuotono nella vita quotidiana delle popolazioni coinvolte; non e' possibile pensare al funzionamento del nostro sistema Paese nella stessa ottica di 10 o 15 anni fa: vanno aggiornati i principi, gli strumenti e le regole con cui governare la realta'; l'idea che la dimensione nazionale sia ancora l'unica dalla quale analizzare e declinare la realta' e' un errore che potrebbe provocare danni irreparabili; dalla crisi finanziaria, i cui primi effetti si sono manifestati negli Stati Uniti, e non poteva essere altrimenti, in quanto propaggine piu' avanzata del sistema economico-finanziario occidentale, si e' rapidamente passati ad una crisi economica generalizzata; l'Europa come entita' politica ed economica non puo' riuscire a mettere al riparo le economie nazionali dei singoli aderenti; una sua maggiore coesione lo avrebbe permesso, ma spesso si sono evidenziate insofferenze acute nei confronti dei vincoli, che una maggiore coesione europea avrebbe imposto ed impone. Proprio il nostro Paese, con i Governi di centro-destra che lo hanno guidato negli ultimi anni, ha manifestato, a piu' riprese, la sua insofferenza, facendola diventare un tratto distintivo dei medesimi Governi; all'immediata vigilia del G20 di Washington si e' appreso che una delle proposte del nostro Paese sara' quella di prevedere la creazione di controlli piu' adeguati, uniformi e piu' «responsabili di tutto il mondo della finanza»; nel frattempo proprio in Italia un Governo di centro-destra ha proceduto prima a depenalizzare il falso in bilancio ed ora il centro-destra ha proposto al Parlamento specifiche norme definite «salva manager», scegliendo, quindi, ancora una volta la strada della deregolamentazione e dell'abbassamento del livello dei controlli; e' necessario individuare strumenti comuni e coerenti con le nuove realta' sovranazionali, le uniche che possono proteggere i singoli Stati dagli inevitabili effetti di una realta' globale economica, finanziaria e politica, molto piu' vasta di quella tradizionale; l'adesione a tali realta' non puo' essere opportunistica ed a corrente alternata, ma responsabilmente convinta; e' necessario accettare il rigore dei vincoli e dei controlli di natura comunitaria ed internazionale, che non possono non regolare i mercati finanziari e la realta' economica, ed e' fondamentale studiarne di nuovi e piu' adeguati; il nostro Paese registra da anni una difficolta' economica e produttiva divenuta strutturale; la crisi finanziaria si ripercuote, quindi, su un sistema gia' in sofferenza per la caduta della crescita e dei consumi. Nei prossimi mesi e' alto il rischio della perdita di numerosi posti di lavoro, come conseguenza diretta della perdita di fiducia complessiva; diverse aziende, in particolare le piccole e le medie, stanno contraendo la portata dei loro investimenti: e' evidente la possibilita' di una diminuzione notevole della disponibilita' di credito, l'inflazione continua a rimanere da mesi su livelli non piu' sostenibili ed il suo lieve calo nelle ultime settimane e' dovuto agli effetti della recessione; la nota di aggiornamento al documento di programmazione economico-finanziaria conferma l'obiettivo di inflazione programmata all'1,7 per cento, lasciando che il peso di questa differenza ricada esclusivamente sui lavoratori, che devono fronteggiare un livello di pressione fiscale ancora particolarmente elevato, superiore cioe' al 43 per cento, in un sistema complessivo nel quale aumentano le imposte dirette e diminuiscono quelle indirette, distorsione tipica del nostro sistema fiscale. Proprio il carico delle imposte dirette aumenta le difficolta' dei redditi da lavoro e delle pensioni; appare fondamentale, per sostenere il sistema nel suo complesso, rilanciare i consumi e non pare possibile ottenere tale risultato attraverso esclusivamente l'intervento pubblico, in un contesto nel quale il deficit pubblico, secondo fonti governative, rischia di superare il 3 per cento; l'abbattimento delle imposte sul lavoro e' diventato uno degli obiettivi ribaditi continuamente, ma senza pero' provvedere a bloccare la crescita della spesa pubblica non si potranno diminuire le tasse sui redditi; il cuneo fiscale non puo' essere lo strumento principale su cui agire per ottenere tale risultato, poiche' una parte fondamentale del cuneo e' rappresentato dai contributi previdenziali, che tagliati condannerebbero molti lavoratori italiani a pensioni piu' basse; tra l'altro, l'unica componente cresciuta dello stipendio dei lavoratori italiani e' quella dei contributi previdenziali, anche per i lavoratori subordinati; bisogna investire per far crescere la produttivita' del lavoro; senza un suo sensibile aumento, non appare possibile ottenere la crescita delle retribuzioni, mentre e' inevitabile intervenire per affermare una redistribuzione coerente dei redditi a favore del lavoro dipendente; la disuguaglianza dei redditi e' cresciuta molto piu' velocemente della disuguaglianza dei consumi. Le famiglie reagiscono in modo diverso a variazioni permanenti o temporanee dei redditi, poiche' cercano di mantenere un livello di consumo stabile nel corso del tempo, mentre risparmio e indebitamento attutiscono le variazioni del reddito da un mese all'altro o da un anno all'altro; la disuguaglianza dei redditi in Italia e' fortemente aumentata nel corso degli ultimi venticinque anni, tanto da porre il nostro Paese tra i piu' disuguali tra quelli appartenenti all'area dell'Ocse; e' necessario riflettere sulla possibilita' e sulla reale convenienza di utilizzare la leva fiscale come unico strumento a sostegno del reddito da lavoro dipendente; tale riflessione non puo', pero', annullare la consapevolezza della necessita' di interventi specifici finalizzati alla detassazione dei redditi da lavoro e delle pensioni medio-basse; non si puo' dimenticare il peso sul sistema dei redditi del cosiddetto fiscal drag. Nel nostro Paese, negli anni '70-'80 si e' proceduto alla restituzione del fiscal drag con il ricorso al credito d'imposta. Nel 1989 si scelse, invece, la strada della rivalutazione automatica dei limiti degli scaglioni e delle detrazioni a partire dal 1 o gennaio 1990; dal 1993 l'eliminazione del drenaggio fiscale ha riguardato solo le detrazioni e non piu' le aliquote. Nel corso degli anni '90 le leggi finanziarie hanno piu' volte sospeso la restituzione del fiscal drag, utilizzando, pero', le maggiori entrate fiscali per l'aumento degli assegni al nucleo familiare. La legge finanziaria del centro-sinistra per l'anno 2001 ha sospeso la restituzione del fiscal drag per il 2001, riassorbendola nella riduzione percentuale delle aliquote irpef; pur essendo un obbligo di legge, dal 2002 in poi il Ministro Tremonti, basandosi su un'interpretazione, ad avviso dei firmatari del presente atto di indirizzo, capziosa e infondata della legge finanziaria per il 2001, ha ritenuto abrogata qualsiasi normativa in materia di fiscal drag; alcuni economisti hanno calcolato un incremento del gettito per l'anno 2008, dovuto al fenomeno del fiscal drag, pari a circa 3,7 miliardi di euro, quasi la meta' dell'incremento totale di gettito previsto per l'irpef; e' altrettanto necessario riflettere sull'opportunita' di intervenire con misure finalizzate a regolamentare in maniera coerente il mercato del lavoro, affermando un livello adeguato di sicurezza per i lavoratori. In particolare, appare necessario intervenire a favore delle giovani generazioni, principali protagoniste dell'espansione degli investimenti e dei consumi; in questa ottica appare utile investire sull'attivazione dei necessari ammortizzatori sociali, ripartendo da quelli previsti nel libro bianco di Marco Biagi, ad oggi rimasti inapplicati, impegna il Governo: ad assumere le opportune iniziative per ridurre le forme precarie nei rapporti di lavoro; a introdurre i necessari ammortizzatori sociali, a carattere universalistico, come quelli delineati nella «riforma Biagi»; ad assumere le opportune iniziative per restituire il drenaggio fiscale alle categorie a reddito medio-basso, a partire dai pensionati piu' poveri; a intervenire per sostenere il rilancio dei consumi, anche, ma non solo, attraverso l'intervento pubblico, ed in tale prospettiva, ad introdurre gia' nel 2008, con la corresponsione della tredicesima mensilita', un'adeguata forma di detassazione capace di aumentare il potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, gia' a partire dal mese di dicembre 2008. (1-00064) «Evangelisti, Donadi, Borghesi, Cambursano, Paladini, Porcino, Messina».
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20081117-20081119
MOZIONE 1/00064 presentata da EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20081117
MOZIONE
BORGHESI ANTONIO (ITALIA DEI VALORI)
DONADI MASSIMO (ITALIA DEI VALORI)
CAMBURSANO RENATO (ITALIA DEI VALORI)
MESSINA IGNAZIO (ITALIA DEI VALORI)
PALADINI GIOVANNI (ITALIA DEI VALORI)
PORCINO GAETANO (ITALIA DEI VALORI)
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1/00064
EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI)