INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00965 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19960618

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_00965_13 entità di tipo: aic

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale, per la funzione pubblica e gli affari regionali, dell'industria, del commercio e artigianato e del tesoro e bilancio e programmazione economica. - Per sapere - premesso che: nell'agosto del 1993, per tre miliardi, Giulio Malvino, amministratore delegato della Fissore co. di Cherasco (CN) ha rilevato gli impianti della Oto Breda Sud di San Ferdinando (RC) (gruppo EFIM); Giulio Malvino, con altri 3,5 miliardi ha poi acquistato dalla Finmeccanica il marchio "Isotta Fraschini" e ha dato il via alla progettazione di una nuovissima macchina sportiva di gran lusso; contemporaneamente, la Isotta Fraschini ha garantito il mantenimento delle assunzioni grazie all'impegno di trasferire in Calabria, da Cuneo, una altra linea produttiva, il fuoristrada "Magnum", in dotazione alle forze di polizia; nel mese di giugno del 1995, i lavoratori del sindacato Cisnal seguiti da quelli degli altri sindacati, hanno iniziato a denunziare pubblicamente i guai tra i quali si dibatteva la Isotta Fraschini di San Ferdinando ed hanno evidenziato come i finanziamenti ricevuti venissero solamente utilizzati per corsi di riqualificazione, ma mai investiti per la costruzione della vettura Isotta T 8, il cui prototipo era nel frattempo solo stato messo in vistosa mostra nello stabilimento; la vettura "Isotta T 8" presentata, inoltre, al salone di Ginevra, non e' stata mai omologata; tre settimane dopo la citata denunzia prodotta dal sindacato Cisnal, dieci degli undici iscritti al sindacato venivano messi in cassa integrazione; il 7 luglio del 1995 il Ministero dell'interno, dipartimento della pubblica sicurezza, ha sottoscritto il contratto in forma pubblica amministrativa per la fornitura di n. 234 veicoli "Magnum" Fissore blindati al terzo livello e n. 175 veicoli "Magnum" base a seguito di trattativa privata; l'articolo 16 del citato contratto garantiva le assicurazioni sociali nei con fronti dei lavoratori impiegati; nel dicembre del 1995 all'Isotta Fraschini si sono avvertiti i primi campanelli d'allarme: i 261 dipendenti che componevano la forza-maestranze, 81 dei quali rientravano da un periodo di cassa integrazione, non appena varcato il cancello, sono stati informati dalla direzione della azienda che avrebbero dovuto considerarsi "messi in liberta'"; subito dopo l'assemblea dei dipendenti, e' stata decisa l'applicazione della cassa integrazione ordinaria, effettuata per turnazione, fino al 15 gennaio del 1996; nello scorso mese di maggio e' stata avviata la cassa integrazione ordinaria per 132 dipendenti, mentre i dipendenti tutti non percepiscono alcun salario da circa tre mesi, e la direzione dello stabilimento non fa mistero del fatto di essere afflitta da seri problemi di liquidita'; l'azienda per tre anni non avrebbe dovuto far ricorso ad ammortizzatori sociali ed ha, invece, usufruito di ben due anni di cassa integrazione; della grave e non sottovalutabile situazione creatasi presso l'Isotta Fraschini di San Ferdinando sono stati informati il prefetto di Reggio Calabria ed il procuratore della Repubblica di Palmi; le giustificate manifestazioni di protesta recentemente poste in essere dagli esasperati lavoratori della Isotta Fraschini, hanno una volta di piu' evidenziato il grado di insostenibilita' delle attuali condizioni lavorative scaturenti, oltre che dalla incapacita' gestionale degli organi a cio' preposti, anche dal totale disinteresse di chi, istituzionalmente, era tenuto a vigilare, garantendo sul piano politico almeno la tutela dei diritti fondamentali delle maestranze; particolare attenzione, ad avviso dell'interrogante, va posta sull'amministratore unico della Isotta Fraschini, per le scelte gestionali, per il disastro provocato dalla situazione debitoria riferibile all'Ancifap, per il crollo verticale di tutte le promesse assunte in sede di piano di sviluppo industriale ed occupazionale, per aver posto recentemente in cassa integrazione ordinaria 120 lavoratori senza aver ascoltato le organizzazioni sindacali; non vanno, altresi', sottaciuti altri anomali comportamenti verificatisi nell'azienda, quali, ad esempio, quello del dottor Oscar Ielacqua, il quale, dopo la non rielezione ad assessore della Regione Calabria, cui era stata assegnata una quota simbolica (3 per cento) di partecipazione al capitale sociale dell'impresa, al fine di rendere effettivi i doveri di controllo e di verifica della produzione, e' incredibilmente diventato consulente tecnico della Isotta Fraschini; il capo-delegazione del sindaco UIL, dopo aver rappresentato la parte sindacale durante la vendita della Oto-Breda-Sud alla Fissore co. e' stato assunto da quest'ultima quale dirigente della Isotta Fraschini fabbrica automobile; perplessita' desta anche l'evasiva posizione del commissario liquidatore dell'ex Efim, dottor Predieri; quali urgenti iniziative intendano assumere per avviare una indagine sulla reale situazione dell'Isotta Fraschini; quali provvedimenti intendano assumere nei confronti dei responsabili della situazione di disagio creatasi tra tutti i dipendenti dell'Isotta Fraschini; quali siano gli intendimenti posti in essere per sanare una situazione creatasi nel comprensorio della Piana di Gioia Tauro, dove gia' esiste l'emergenza determinata dall'assenza di opportunita' di lavoro, di insufficienza dei servizi, di depressione economica. (4-00965)
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